Il lavoro si svolge all’interno del laboratorio fotografico “Verso Nord” coordinato dall’Osservatorio Mobile del Nord Est  https://osservatorio-omne.com/   e con la partecipazione di Guido Guidi e Gerry Johansson.

Comincio a lavorare principalmente lungo la nuova infrastruttura stradale della Pedemontana Veneta.
Vengono indagati i punti in cui le parti urbanizzate entrato in contatto con questo nuovo forte segno antropico. In queste zone a ridosso della nuova strada, sembrano leggersi ancor di più i tratti della città diffusa contemporanea, sempre più straniante e muta. Le immagini sono per lo più prive di figure umane che lasciano però il posto ad altri elementi che prendono forza nella composizione. Così il verde diventa volume parlante su sfondo muto. La proporzione non è quella umana, ma quella dell’albero, della palma, della siepe, ma anche di altri elementi ben distinguibili (cartelli stradali piegati, automobili incorniciate…).
Quello che succede in queste “zone di contorno” rispetto alla superstrada è ben poco: la vita sembra scorrere indifferente a quello che accade pochi passi più in là.
L’unico dialogo possibile è quello per contrasto. Una continua dicotomia: verde/cemento, nuovo/esistente, albero/lamiere, barriere antirumore/ciclisti, ordine/disordine, preesistenze delle campagne venete/strada ad alto scorrimento. Ma è un dialogo impossibile, quasi beckettiano, assurdo e inconcludente.
L’incomunicabilità e il contrasto sono gli strumenti con cui il lavoro racconta questo lungo work in progress che è la Pedemontana veneta. Una nuova via di comunicazione che inevitabilmente interrompe altre vie in un territorio che sembra già incapace di comunicare oltre la propria siepe; una strada che crea tensioni di vicinanza con il tessuto urbano. Si può leggere la fragilità di un territorio anche attraverso il suo costruito. Una fragilità non necessariamente idrogeologica, ma culturale, urbana.
Questo paesaggio diventa quindi grembo della presenza umana, che controlla tutto ciò che sta dentro al proprio recinto di casa: gli alberi, le recinzioni, le siepi. Quello che sta oltre, invece, è governato da altre regole e si pone in contrasto creando questi paesaggi immobili e sospesi.